Lo stabilimento di Capodichino ammodernerà i 18
aerei Usaf. Boccata d’ossigeno per i circa 800 operai
Lo stabilimento dell’Atitech
NAPOLI — Sarà una boccata d’ossigeno vitale per lo stabilimento Atitech di Capodichino quella che arriva niente di meno che da Alenia Aeronautica. L’azienda leader italiana nella realizzazione di aerei è infatti pronta a cedere in sub-commessa una parte della lavorazione della trasformazione e riammodernamento del G222. La conferma arriva infatti da fonte sindacale. Ieri infatti la notizia è stata data in uno specifico incontro con il sindacato, dai vertici della divisione Militar Lift di Alenia Aeronautica. E’ stato annunciato che le attività di verniciatura del velivolo saranno svolte nei capannoni dell’Atitech. Iniziativa che rappresenta un primo contributo concreto, da parte di Finmeccanica, ai circa 800 lavoratori in attesa della chiusura della trattativa per la cessione prevista per fine luglio e annunciata, in queste ore, dal sottosegretario del Consiglio Gianni Letta. D’altronde è un aiuto concreto visto che il programma G222 di Alenia, finora eseguito all’interno dei capannoni dell’ex Aeronavali, va secondo i programmi.
Perfetto come un orologio svizzero. Non a caso Il primo G222, dopo la fase di roll-out effettuata ad inizio di luglio presso lo stabilimento Alenia Aeronautica (ex Oan) di Capodichino, si alzerà in volo nei prossimi giorni, presumibilmente lunedì 27 luglio, dalla pista dell’aeroporto napoletano e sarà consegnato in settembre alle Forze Aarmate statunitensi per girarlo all’Afghanistan, osservando i rigidi e specifici requisiti richiesti dal governo americano e rispettando tempi e costi di consegna previsti nell’accordo commerciale. L’aereo è uno dei 18 esemplari ex italiani acquistati dall’Usaf per girarlo all’Afghanistan. La notizia del roll-out avvenuta a dieci mesi dall’assegnazione del contratto da 287 milioni di dollari nel settembre 2008, e dell’imminente primo volo era stato dato da Alenia North America con un comunicato diffuso ieri negli Stati Uniti, forse perché rivolta innanzi tutto al cliente Usa. «La notizia, già di per sé soddisfacente, per quanti avevano creduto nel piano di riassetto industriale concordato da Alenia Aeronautica con il sindacato metalmeccanico esattamente un anno fa, oggi, si colora di un pizzico di orgoglio campanilistico» dichiara Pino Russo segretario regionale della Uilm con delega al settore aeronautico.
Ma la soddisfazione del sindacato, ora che c’è anche la prospettiva di portare lavoro all’Atitech è completa. «Il contratto per il 18 bimotori da trasporto G222 con l’Usaf è risultato — aggiunge Russo — l’elemento volano intorno al quale abbiamo realizzato il difficile accordo sindacale del 16 giugno del 2008 nel quale era previsto anche l’utilizzo di periodi di formazione e riqualificazione sostenuta da cassa integrazione per metà dei circa 500 addetti impiegati nello stabilimento di Capodichino a quella data». «A distanza di dodici mesi — spiega il segretario della Uilm Campania — possiamo affermare che il piano sta funzionando e che i lavoratori rimasti sospesi in cigs sono, ormai, ridotti ad una trentina di unità. E’ indispensabile continuare con la stessa efficacia il lavoro di trasformazione, rispettando le consegne successive previste contrattualmente con un intervallo medio di 50 giorni». «A questo punto — conclude il sindacalista della Uilm — dopo la notizia odierna del completamento dell’attività di verniciatura nell’area aeroportuale napoletana, l’auspicio e l’augurio che ci permettiamo di formulare ai dipendenti Atitech è che il G222 rappresenti, anche per loro, l’occasione per l’individuazione di un piano serio e sostenuto di ripresa finalizzato al recupero di tutte le potenzialità e professionalità ivi presenti, nell’ambito della manutenzione avionica».


E’ Una buona notizia mi fà molto piacere che questa commessa di verniciatura la svolga atitech.
Bisogna però che qualcuno investa soldi nei locali dell’ hangar della verniciatura ,poichè attualmente sono incompleti e usati male potrebbero danneggiare l’ambiente e la salute di chi lavora.
Non vorrei inoltre, che in nome dell’emergenza lavoro che è grave:l’azienda diventasse il luogo dove tutto si può fare in barba alle leggi e quello che è più grave, il tutto svolto sotto silenzio sindacale.Con il rischio poi di essere beffati in seguito ossia; che noi lavoratori nonostante la buona volontà saremo ridimensionati o vedremo la nostra azienda chiudere visto che l’aeroporto di capodichino nel giro di qualche anno dovrà essere delocalizzato a grazzanise mentre qualcuno intanto si sarà ingrassato a nostre spese. A noi serve lavoro vero ed investimenti seri nel rispetto della dignità di chi lavora in atitech. Auguro a noi lavoratori tutti, alenia ed atitech di riuscire a risolvere i nostri problemi.
Da: operaio atitech su 24 luglio 2009
alle 08:12