Inserito da: sosatitech | 5 Luglio 2009

LETTERA APERTA AI LAVORATORI DELL’ATITECH

Riceviamo per email

Non conosco la proposta d’acquisto del dr. Gianni Lettieri, ritengo tuttavia, alla luce di quanto comunicato dal commissario straordinario di Alitalia dr.Fantozzi, il quale rispetto alle avances degli imprenditori napoletani rappresentati dal dr.Lettieri ha usato la locuzione “irricevibile” che tanto basta “pe’ capì”.

Non so quando il dr.Lettieri abbia presentato la proposta, sta di fatto però che non più tardi del 30 giugno u.s. al teatro san carlo di Napoli,  si è tenuta l’assemblea annuale degli industriali napoletani. L’assemblea è stata commentata come “di svolta” ed ha visto la partecipazione, tra gli altri, del primo ministro del governo in carica, del cardinale di Napoli e del presidente degli industriali dell’intero paese.

Gli aspetti mondani ed il futuro delle imprese napoletane, per quanto possano sollecitare l’interesse di un operaio, lasciano tuttavia il tempo che trova, dal momento che la forza d’incidenza di un operaio, per eventualmente cambiare gli indirizzi delle decisioni che sono state impostate in quella sede, è del tutto irrilevante. Di qui la distratta attenzione riservata all’evento.

Ed invece la relazione del dr.Lettieri ha recuperato l’interesse e l’attenzione del lavoratore, confermando se ce ne fosse bisogno almeno per me, i dubbi e le riserve più volte espresse nelle sedi opportune o nelle discussioni tra i lavoratori e le lavoratrici dell’Atitech sulla volontà e sulle disponibilità economiche dello stesso ad acquisire l’intera Atitech.

Nella sua relazione il dr.Lettieri quando ha affrontato gli interventi strutturali per la città di Napoli ha detto che gli stessi “devono anche mirare a decongestionare il territorio urbano”, per cui con essi si deve tendere :
a) a delocalizzare l’aeroporto e, nell’area di Capodichino, estendere la città;
b) affinché  Grazzanise diventi il nuovo aeroporto di Napoli;
c) affinché lo stadio san paolo debba essere de localizzato per ridare vivibilità all’area di Fuorigrotta;
d) ad accelerare il processo di trasferimento della Nato da Bagnoli ed utilizzare quelle aree insieme ai quasi 5 milioni di mq di proprietà del Comune nella zona occidentale, per allargare Napoli ed alleggerire il centro.

E’ chiaro allora che per Lettieri Atitech costituiva l’ultimo pensiero ed il suo interessamento – metterla in liquidazione più presto ? – può ben rientrare nel programma tracciato il 30 giugno all’interno forse di una diretta gestione politica della regione Campania (ed il commento del presidente di Confindustria Campania, Giorgio Fiore, sulla possibile candidatura di Giovanni Lettieri alla presidenza della Regione Campania conferma questa impressione) con la concreta possibilità di proporre una nuova e massiccia accumulazione tutta basata sulla edilizia abitativa e sulle infrastrutture pubbliche come strade, edifici pubblici, nuovo aeroporto, collegamenti stradali e ferroviari.   

Non lo so a questo punto quale sia il livello di combattività che le lavoratrici ed i lavoratori dell’Atitech  hanno ancora. Di certo le cose dette dal dr.Lettieri non hanno bisogno di altri chiarimenti e commenti: sono state chiarissime.

Penso infine che da questa “avventura” oltre ai lavoratori ne escano male, molto male, i sindacati confederali, tutti nessuno escluso. Ad essi mi basta ricordare che da mesi e mesi i lavoratori hanno tentato di suggerire di abbandonare l’opzione Lettieri, ricordando in primis i numerosi impegni del Governo tesi a coinvolgere la Finmeccanica, così come in subordine, allorquando l’esecutivo è venuto all’impegno assunto, quello della Regione Campania.

L’ingresso del capitale pubblico è l’unica soluzione valida per salvare i posti di lavoro dell’Atitech ed un complesso di esperienze e di tecnologie avanzate.

La Uil in un comunicato apparso sulla stampa ha chiesto, “dopo che l’unica proposta avanzata per Atitech non è stata accolta”   un tavolo ad horas (immediato) tra il Governo centrale, il commissario Fantozzi, la Cai, il sindacato e la Regione.

“Dalle mie parti si dice che santa chiara dopo essere stata derubata mise le porte di ferro”

Tonino Tardi operaio Atitech.

Napoli 04 luglio 2009


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